Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
La sponda inquieta del Mediterraneo
Marjola Rukaj
Introduce l’incontro Luisa Chiodi, direttrice scientifica di Osservatorio Balcani e Caucaso
I Balcani sono cambiati. Dopo i conflitti degli anni ’90, oggi prevale un approccio più pragmatico all’interno della regione e l’Unione Europea è diventata un traguardo anche per le forze politiche più populiste e nazionaliste.
I Balcani sono certamente più vicini a Bruxelles: la Croazia diventerà membro dell’Unione Europea nel 2013, mentre sono candidati la Macedonia e il Montenegro e presto sarà il turno della Serbia. Restano molte le sfide tra cui la fragilità economica e istituzionale di molte zone. A ciò si aggiunge per l’Albania la permanente crisi politica; e per il Kosovo, il più giovane stato nato dalla disgregazione della Jugoslavia, la definizione dei rapporti con la Serbia, questione delicata e potenziale fonte di conflitto. Insomma passi avanti e ancora molti ostacoli per il sud est Europa vent’anni dopo la fine della Guerra Fredda.
In collaborazione con Osservatorio Balcani e Caucaso
Marjola Rukaj, giornalista investigativa e fotografa, è corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso dal 2005. Laurea in Scienze Politiche e in Lingue per la comunicazione internazionale presso l’Università di Roma La Sapienza e la Humboldt Universität di Berlino. Lavora come freelance per media italiani, albanesi e internazionali, occupandosi delle comunità albanofone dei Balcani ma anche di politica e cultura di tutta l’Europa Sud Occidentale. Parla correntemente l’albanese, l’italiano, il serbo-croato, il tedesco e l’inglese e ha una buona conoscenza del russo e del romeno. Attualmente vive tra Berlino, Tirana e Roma.