Meghna Bhardwaj
Danzatrice, performer e ricercatrice indiana residente in Italia, Meghna Bhardwaj sviluppa una pratica interdisciplinare che intreccia coreografia, scrittura, installazione e ricerca. Dopo esperienze artistiche in Europa e Asia, dal 2025 conduce una ricerca dedicata ai temi della migrazione, dell'appartenenza e dell'attraversamento dei confini, interrogando il corpo come archivio di memorie, spostamenti e trasformazioni.
Nelle parole lasciate da Fatima, donna marocchina arrivata in Italia attraversando il Mediterraneo, resta una sola immagine: «Ho dimenticato tutto, ricordo solo il mare e le onde». Da questa testimonianza prende forma Do mothers have a country? (Le madri hanno una patria?), un progetto performativo di Meghna Bhardwaj che rende omaggio alle esperienze di donne migranti per le quali il viaggio, il confine e l'approdo diventano condizioni esistenziali prima ancora che geografiche.
Attraverso movimento, voce, testi e installazione, l'artista costruisce un paesaggio scenico abitato da corpi frammentati, radici mobili e memorie che si disfano e si ricompongono. Al centro della creazione emerge il mare come luogo di passaggio, perdita e possibilità, ma anche come spazio in cui identità e appartenenze cessano di essere categorie stabili.
Nato dall'incontro con gli archivi e le testimonianze raccolte presso Casa di Ramia di Verona, il lavoro intreccia storie personali e riflessioni più ampie sulla migrazione contemporanea, interrogando ciò che un corpo abbandona e ciò a cui si aggrappa quando attraversa un confine.
La dimensione visiva e installativa del progetto, sviluppata in collaborazione con il designer veronese Ivan Favalezza, contribuisce a definire un ambiente scenico in continua trasformazione, fatto di oggetti, materiali e segni che evocano l'idea di casa, di sradicamento e di ricostruzione.
Tra fili che vengono intrecciati, sedie che si trasformano e parole che affiorano come frammenti di memoria, Do mothers have a country? esplora la vulnerabilità e la forza dei corpi in movimento, immaginando nuove forme di appartenenza oltre le idee di patria, radice e identità fissa.