Pratiche di accessibilità
Ripensare insieme le arti performative
Pratiche di accessibilità nasce dall’urgenza di affrontare una realtà ancora troppo diffusa: l’accesso alla formazione artistica e alle professioni dello spettacolo dal vivo è spesso limitato per le persone con disabilità, a causa di barriere non solo fisiche, ma anche organizzative, culturali e pedagogiche. In questo scenario, la mancanza di partecipazione viene spesso interpretata come assenza di interesse, alimentando un circolo vizioso che riduce le opportunità, la rappresentazione e la ricchezza stessa del panorama culturale.
Il cuore del progetto è un percorso di lungo periodo, da settembre 2026 a dicembre 2028, che coinvolge scuole, accademie, docenti, studenti e artisti, con un’attenzione particolare alla collaborazione diretta con artisti con disabilità, non come destinatari ma come protagonisti attivi. L’intervento parte da una fase di ascolto e mappatura, necessaria per comprendere ostacoli e potenzialità, e si sviluppa poi attraverso esperienze formative e pratiche condivise, in cui le istituzioni sono accompagnate a ripensare i propri metodi di insegnamento, i processi di selezione, i linguaggi e gli spazi.
ll cambiamento avviene soprattutto nella pratica: studenti, docenti e artisti lavorano insieme in contesti reali, sperimentando nuovi modi di apprendere e creare. Questo percorso sfocia nella realizzazione di laboratori e produzioni artistiche in cui l’accessibilità è integrata fin dall’inizio, diventando parte del processo creativo e organizzativo. Non si tratta quindi di aggiungere strumenti a posteriori, ma di immaginare e costruire opere e percorsi formativi in cui le differenze siano considerate un valore e una risorsa.
Questo approccio, vicino alle pratiche del cosiddetto crip care, mette al centro i corpi, le esperienze e le condizioni di accesso come elementi fondamentali della creazione artistica e dell’apprendimento, aprendo a nuovi linguaggi e a modalità più inclusive di fare cultura. Il risultato atteso non è solo un aumento delle opportunità per artisti con disabilità, ma anche un arricchimento complessivo del sistema: più punti di vista, maggiore innovazione e una relazione più ampia e significativa con i pubblici.
Pratiche di accessibilità guarda quindi al futuro con l’obiettivo di costruire un modello replicabile, capace di incidere nel tempo sulle politiche culturali e sui sistemi formativi. Un modello in cui l’accesso alla formazione artistica non sia un’eccezione, ma una condizione di partenza, e in cui tutte le persone possano contribuire, come professioniste e professionisti, ma anche come pubblico, alla costruzione di un ecosistema culturale più equo, aperto e vitale.
Il progetto è promosso nell’ambito della Sfida “Destinazione Autonomia” di Fondazione Cariplo. Qui il percorso completo.
Per informazioni inviare una mail a progettispeciali@orienteoccidente.it