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mer 4 set
 

39° Oriente Occidente | Altri corpi / Nuove danze

Danza e disabilità al centro della giornata di domani a Oriente Occidente. Doppia performance in piazza della compagnia inclusiva Stopgap e presentazione del volume “Altri corpi / Nuove danze”, fortemente voluto dal Festival e curato da Andrea Porcheddu, a Rovereto per la presentazione. Per la sezione Linguaggi, Giorgio Cuscito sul cambiamento climatico. La giornata si conclude con il debutto di Madre, di Michela Lucenti con Balletto Civile.

 

Sarà una giornata dedicata al binomio danza e disabilità quella di domani, giovedì 5 settembre, a Oriente Occidente Dance Festival.

Si conclude infatti domani (Piazza Urban City ore 18) con la performance Frippery, il laboratorio condotto dagli artisti della britannica Stopgap Dance Company che da qualche giorno lavora con oltre 30 amatori abili e disabili del territorio. Si tratta di un progetto comunitario in cui l’esperienza professionale dei danzatori incontra un gruppo intergenerazionale e con abilità differenti per dare vita ad una performance unica che non lascerà indifferenti.

La compagnia è guidata dalla coreografa Lucy Bennett e dichiara i propri intenti già nel nome: stop gap, ovvero senza differenze, senza divisioni. Integrando artisti disabili e non disabili, nei lavori di Stopgap la forza e la vulnerabilità umane si intrecciano con il realismo poetico: «Lavorare insieme attraverso una danza integrata - spiega Lucy Bennett - significa scoprire nuovi vocaboli di danza. Usiamo le nostre diverse fisicità, esperienze e modalità di apprendimento per trovare strade alternative di espressione e movimento, consapevoli che le differenze sono i nostri mezzi e il nostro metodo».

Oltre a Frippery, Stopgap arriva a Rovereto con il debutto italiano di Frock, lavoro creato nel 2019 per spazi all’aperto e definito dalla coreografa un «pezzo per sei danzatori capaci di rivendicare la propria libertà e identità nel XXI secolo. Uno scontro tra ere, una collisione tra partner di lavoro e miscela di genere. Un invito allo spettatore per superare i pregiudizi inconsci sull'identità personale e le apparenze».  

La danza dei sei artisti è sorprendente, virtuosistica ed esaltata dalla colonna sonora di Hannah Miller del gruppo inglese art rock inglese Moulettes. Lo spettacolo sarà in scena insieme a Frippery alle ore 18 di domani 5 settembre, ma anche alle 16 e alle 18 di venerdì 6 settembre, sempre alla piazza dell’Urban City.

Subito dopo lo spettacolo la proposta di Oriente Occidente legata alla tematica danza e disabilità continua all’Urban Center, in corso Rosmini, alle ore 19 con la presentazione del libro Altri Corpi / Nuove Danze, un volume scritto a più mani, curato dal critico teatrale e giornalista Andrea Porcheddu, pubblicato da Cue Press e fortemente voluto dal Festival. Si tratta di un libro che intende avviare una riflessione anche in Italia per investigare le nuove espressioni della danza contemporanea: corpi diversi, fisicità extra-ordinarie, la disabilità e le nuove possibilità creative che da queste realtà possono nascere. Testimonianze dirette, interviste a danzatori e coreografi, insieme a riflessioni di e considerazioni di filosofi, antropologi e pedagoghi, danno vita a una raccolta di sguardi sulle nuove frontiere della danza contemporanea.

La giornata si concluderà con il debutto di Madre, ultima creazione di Michela Lucenti con Balletto Civile. Collettivo nomade di performer, Balletto Civile rappresenta un unicum nel panorama della scena italiana. Guidato con mano ferma da Michela Lucenti, che ha dato vita al collettivo nell’ospedale psichiatrico di Udine, luogo simbolo della rivoluzione basagliana, mosso da un senso etico oltre che estetico, Balletto Civile ha ideato spettacoli singolarissimi nei quali si confondono danza, teatro e canto. Arriva a Oriente Occidente con la prima assoluta di Madre, in scena all’Auditorium Melotti alle 20.30 di domani giovedì 5 settembre.

Partendo dal concetto controverso di rivoluzione e abbracciando diversi linguaggi del contemporaneo, Madre indaga le relazioni ancestrali. L’essere umano sente periodicamente il bisogno di capovolgimenti impetuosi e brutali, le rivoluzioni hanno cambiato la storia del mondo, anche quando hanno fallito negli obiettivi iniziali. Ma sappiamo tagliare il cordone ombelicale con la nostra nascita? Cambiare il mondo significa innanzitutto sconvolgere il sistema che ci ha generato attraverso una scelta di rottura, uno sradicamento.  

Balletto Civile propone una sineddoche su questo tema così sfaccettato e articolato, e per affrontarlo si lascia ispirare dal drammaturgo e poeta tedesco Heiner Muller. Per Lucenti il poeta “spacca il testo e lavora sull’inconscio”, punto da cui partire per riflettere sulla forza dei legami ancestrali e sulla capacità di districarsi nel rapporto magnetico con la parola origine. Con lente cinematografica – nella colonna sonora ma anche nella regia che ricorda un montaggio filmico con zoomate e campi lungi – Lucenti definisce in Madre un percorso tra parola e movimento capace di svelare suggestioni e di immagini forti.

Infine, per la sezione Linguaggi alle 17.30 ala sala conferenze del Mart, il secondo dei tre appuntamenti organizzati in collaborazione con la rivista Limes: Giorgio Cuscito affronterà il tema della relazione tra lo sviluppo esponenziale della Repubblica Popolare Cinese e i danni ambientali che ne sono derivati. Ma anche delle scelte del Paese in termini di sostenibilità, decisioni che appaiono più legate all’assicurarsi la stabilità dell’impero, che produrranno nuovi equilibri tra crescita economica e qualità della vita.