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dom 1 set
 

39° Oriente Occidente Eun Me Ahn | North Korea Dance

Torna a Oriente Occidente, dopo il successo ottenuto nella scorsa edizione, Eun-Me Ahn, coreografa e danzatrice sudcoreana acclamata a livello internazionale. Ritorna in Italia, a Rovereto, per la prima nazionale della sua ultima creazione: North Korea Dance, in scena domani sera la Teatro Zandonai alle 20.30.

Questo lavoro, dal sapore fortemente politico e al tempo stesso ironico, indaga tradizioni e danze della Corea del Nord, ma è pensato e realizzato da chi con quella metà del Paese non ha niente a che fare da oltre sessant’anni. Dal 1953 – anno in cui fu firmato l’armistizio di Panmunjeom che metteva fine al conflitto fratricida (3 milioni di vittime civili e militari) – la penisola coreana è divisa in due parti: la Corea del Nord e la Corea del Sud. Da allora nessun contatto tra i due Paesi. La frontiera appare invalicabile e non c’è nessuna speranza per un’artista sudcoreana di ottenete un’autorizzazione per attraversarla. Seoul infatti conosce di Pyongyang come tutto il resto del mondo: gli eccessi del suo dittatore Kim Jong-un, la sfrenata corsa al nucleare, i razzi degli ultimi giorni nel Mar del Giappone, ma a Eun-Me Ahn interessava sapere qualcosa di più sullo stato dell’arte e la cultura nel Nord. Aiutata da internet, dove si trovano video di danze tradizionali con ventagli e di parate militari coreografate con gesti virili e di danze acrobatiche super virtuose, Ahn costruisce il suo North Korea Dance. Un susseguirsi di coloratissimi quadri, sospesi tra il minimalismo e gli eccessi, il folclore e le ultime tendenze in cui emergono similitudini e differenze con le danze del Sud. “Condividiamo le stesse radici, le stesse tradizioni – spiega Eun-Me Ahn – ma da quando la Corea è stata divisa l’arte della danza ha conosciuto un’evoluzione diversa da un lato all’altro del confine. Certamente anche il contesto ideologico ha influito molto e le differenze sono evidenti, ma abbiamo dei punti in comune: è giunto il momento di conoscerci meglio!”.

Con assoluta leggerezza e tocchi di humor in North Korea Dance l’artista costruisce un’incalzante sequenza di danza spettacolare. La musica è quella tradizionale, simbolo di un linguaggio universale contro le divisioni. I dieci danzatori sul palcoscenico appaiono in danze che ricordano le celebri parate militari in onore del dittatore, ma anche in deliziosi balli con ventagli sgargianti, pon pon coloratissimi e in più sobrie danze di coppia. In mezzo a loro, Eun-Me Ahn si ritaglia un delicato assolo.

Il programma della sezione Linguaggi si prende una pausa domani, lunedì, per ritornare martedì alle ore 17.30 con Luciano Canfora alla sala conferenze del Mart. L’incontro, metterà in relazione lo studio de Le Troiane di Euripide con la schiavitù nell’era contemporanea. L’incontro – come ogni appuntamento della sezione Linguaggi – è a ingresso gratuito ma è richiesta la prenotazione.

Infine, sono ancora aperte le iscrizioni al laboratorio di RUGGGE, l’artista che – in pieno spirito di questa edizione di Festival, che ha scelto di adeguarsi a una serie di parametri per ottenere la certificazione di sostenibilità ambientale – da rifiuti e materiale di recupero creerà insieme ai piccoli partecipanti stendardi, marionette giganti e maschere. Il laboratorio, aperto a tutti, inizierà martedì 3 settembre e sarà all’Oratorio Rosmini ogni pomeriggio tra le 13.30 e le 17.30 fino al 7 settembre, giornata in cui tra le strade della città di Rovereto è in programma la parata in occasione della giornata di Festival dedicata al cambiamento climatico dal titolo Saturday for future. Tutta la comunità è invitata a portare al laboratorio i materiali di scarto per lasciare che RUGGGE e i partecipanti al laboratorio li trasformino negli “animali mutanti”, protagonisti della parata.