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gio 29 ago
 

39° Oriente Occidente | Gli artisti associati

Al Festival Oriente Occidente il debutto dei lavori degli artisti associati

Pietro Marullo, Luna Cenere, Davide Valrosso


Si apre oggi la 39ma edizione di Oriente Occidente Dance Festival con un’inaugurazione in piazza e il primo spettacolo, Vertikal, ultimo lavoro del coreografo francese Mourad Merzouki. Domani, venerdì 30 agosto, il Festival entra nel vivo della programmazione con una serata interamente dedicata alle nuove co-produzioni di Oriente Occidente firmate dagli artisti associati al Festival. Ad anticipare la serata nei teatri, una performance urbana di The Urban Playground Team. Dall’Auditorium Melotti al teatro alla Cartiera sarà attivo un transfer gratuito per gli spettatori che vorranno vedere tutti gli spettacoli.

Stasera il via ufficiale alla 39ma edizione di Oriente Occidente Dance Festival, che torna a Rovereto e Trento con il meglio della danza contemporanea dal mondo.

Domani invece è la volta degli artisti associati, che presenteranno a Rovereto le loro nuove creazioni per la prima volta, tutte co-produzioni di Oriente Occidente, realizzate anche grazie a periodi di residenza che gli artisti hanno trascorso al CID – Centro Internazionale della Danza, lo spazio che il Festival riserva alla produzione e alla formazione di giovani danzatori e coreografi. 

Seconda volta di Pietro Marullo a Oriente Occidente – a cui è associato dal 2017 – dopo il suo sorprendente WRECK – List of extinct species ispirato alle opere dell’artista Giuseppe Penone e in un tour internazionale che ha contato dallo scorso anno oltre 40 date in cinque continenti grazie alla rete internazionale Aerowaves.

L’eclettico artista di origini napoletane e di base a Bruxelles, presenta ora il suo nuovo HIVE – our hydrological need of cosmic lines, un progetto che – ispirandosi al celebre dipinto di Michelangelo noto come il Tondo Doni – mette al centro la riflessione sull’essenza umana. HIVE, in scena domani, venerdì 30 agosto alle ore 20.30 all’Auditorium Melotti, è uno dei tre progetti vincitori della Vetrina delle idee, bando per nuove produzioni promosso da Fondazione Caritro, Servizio attività culturali della Provincia Autonoma di Trento, Coordinamento Teatrale Trentino e Unione Interregionale Triveneta AGIS.

Un ritorno a Oriente Occidente anche quello di Davide Valrosso, che presenta domani al Teatro alla Cartiera alle ore 22 il suo solo Who is Joseph? Diplomato alla classica English National Ballet School, si è successivamente votato alla carriera nell’ambito della danza contemporanea danzando stabilmente per cinque anni con la compagnia di Virgilio Sieni e altri autori. Da cinque anni è anche autore per se stesso o per compagnie come il Balletto di Roma. Who is Joseph? è il frutto di una ricerca di due anni intorno a una serie di domande sul proprio passato, sul presente e sul futuro alla scoperta di una memoria incisa nel corpo: «Who is Joseph? è un invito a riflettere – spiega Valrosso – su quali risposte si potrebbero dare alle molteplici domande incarnate da un’ombra, che scolpisce sul suo corpo l’iconicità di un tempo alla deriva. Un passato da interrogare, sviscerare, da provare a rindossare, per sentire sulla propria pelle il vigore del confine che diventa accoglienza, del conflitto che diventa resilienza».

Proposti con un biglietto combinato e quindi sempre alle ore 22 al Teatro alla Cartiera, presenterà il primo studio del suo ultimo lavoro anche Luna Cenere, recente rivelazione della scena nazionale, artista associata a Oriente Occidente da quest’anno. Dopo gli studi alla Salzburg Experimental Academy of Dance lavora come danzatrice in alcune compagnie internazionali e poi a Firenze con Virgilio Sieni. Kokoro, il suo primo assolo, l’ha portata alla ribalta nell’ambito del network di operatori nazionali Anticorpi XL e le è valso il Premio Migliore Coreografia al Concorso Solocoreografico 2017. Nel 2018 è la rete internazionale Aerowaves ad annoverarla tra le promesse della coreografia europea divulgando il suo lavoro a compratori internazionali. Associata al Festival per i prossimi due anni, Luna Cenere svilupperà un progetto di ricerca intorno al tema della vita, Genealogia, la cui prima tappa Zoé – dal greco ζωη, vita – verrà presentata quest’anno. L’idea complessiva è di costruire un alfabeto di segni con danzatori professionisti da trasmettere poi, nell’evoluzione del lavoro, a un gruppo di amatori reclutati sul territorio per lavorare sul concetto relazionale di comunità, di gruppo che si fa espressione e luogo. Zoé | Appunti sulla nuda vita è uno studio di natura installativa, cifra peculiare dell’autrice. Il lavoro, che porta in scena cinque danzatori in totale nudità, propone una riflessione sul corpo come paesaggio, dal quale emergono domande di tipo politico, sociale e culturale, strettamente legate al tema dell’utilizzo del corpo nella nostra contemporaneità. 

Sarà possibile partecipare a tutti gli spettacoli grazie a un servizio di transfer gratuito che il Festival mette a disposizione del pubblico. 

Nel pomeriggio invece il Festival scende in piazza. Alle 16 e alle 18 in Piazza Malfatti, infatti lo spettacolo Zoo Humans di the Urban Playground Team, gruppo nato da Prodigal Theatre, a sua volta fondato dalla danzatrice inglese Miranda Henderson e dall’attore Alister O’Loughlin.

The Urban Playground Team, i cui spettacoli sono particolarmente apprezzati dai giovanissimi, è il primo team al mondo a unire la danza urbana, il teatro fisico all’autentico parkour francese. La disciplina metropolitana, nata agli inizi degli anni Novanta, consiste nell’eseguire un percorso superando qualsiasi genere di ostacolo con la maggiore efficienza, velocità e semplicità di movimento possibile, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante, naturale o urbano attraverso corsa, salti, equilibrio, scalate. Tra i membri di The Urban Playground anche il co-creatore del parkour, Malik Diouf che firma con Henderson gli spettacoli del gruppo. Zoo Humans, ispirato a Kafka e a The Human zoo di Desmond Morris, nasce da un ulteriore dato, statistico e concreto: in Inghilterra, nel 2017, un terzo dei bambini trascorreva meno tempo all’aria aperta di un carcerato. Da qui il lavoro open air che arriva al Festival, dove tre esseri umani sembrano sul punto di non ricordarsi più come ci si muova. Sono in gabbia e devono prendere una decisione: abbandonare oppure no la propria zona di confort?  

LINGUAGGI

Primo appuntamento venerdì 30 anche con la sezione Linguaggi, che apre con la presentazione del libro del giornalista Tino Mantarro, Nostalgistan.

Tino Mantarro, è nato a Milano nel 1976, dove vive. Dopo una laurea in storia si specializza in giornalismo e collabora con numerose testate come Il Corriere della Sera, Il Manifesto e Avvenire, Diario, Il Venerdì di Repubblica e National Geographic. Dal 2007 lavora a Touring, il mensile del Touring Club Italiano.

Arriva a Oriente Occidente con il suo Nostalgistan che perfettamente si inserisce nel viaggio lungo la Via della Seta del Festival, perché ripercorre un viaggio dell’autore proprio attraverso gli spazi sterminati dell’Asia

L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Libreria Arcadia di Rovereto, è in programma alla sala conferenze del Mart alle ore 17.30.