torna indietro
sab 4 set
 

41° ORIENTE OCCIDENTE

Domenica firmata da coreografi italiani a Oriente Occidente Dance Festival. Domattina replica Choròs alla Campana dei Caduti, doppio appuntamento – mattina e tardo pomeriggio – con Daniele Ninarello al Mart e in serata Chiara Bersani all’Auditorium Melotti. Purtroppo annullato invece l’appuntamento di lunedì con Colokolo per problemi legati ai viaggi dai Paesi extra-europei.


Dopo la grande partecipazione di questa mattina, in programma per domani all’alba la seconda recita di Chòros. Il luogo dove si danza, lavoro di Alessio Maria Romano per la Campana dei Caduti di Rovereto, un pezzo che coinvolge 50 performer tra attori, danzatori, allievi e giovanissimi studenti e studentesse del Liceo Coreutico di Trento in un rito comunitario nel momento in cui il sole sorge e inizia un nuovo giorno.
La giornata di domani al Festival proseguirà con un doppio appuntamento firmato da Daniele Ninarello, artista associato a Oriente Occidente che torna a Rovereto, precisamente nelle sale del Mart, con il progetto Nobody nobody nobody. It’s ok not to be ok in una doppia versione. Tra le 10 e le 12 infatti il lavoro verrà presentato in forma installativa, nelle sale del museo dove, tra le opere, i visitatori del Mart incontreranno anche la danza del coreografo torinese. La performance è invece in programma alle ore 18, sempre al Mart, al termine della quale il coreografo incontrerà il pubblico per un momento di scambio con Mariella Popolla e Gaia Clotilde Chernetich. In questo progetto – nato lo scorso anno proprio con una residenza artistica a Rovereto nelle sale del Museo – Ninarello torna in scena da solo a distanza di qualche anno per una serie di azioni o “proteste”, come lui stesso le definisce, nate da pratiche solitarie e meditative durante il periodo della quarantena. «Ho trascorso il lockdown da solo nella mia casa di Torino» racconta «e in quella condizione di costrizione sul mio corpo sono riaffiorate sensazioni del passato: il sentirsi in trappola, il bullismo, l’offesa. Tornavano nel presente con forza, trasformando persino il mio modo di comporre danze interiorizzato in anni di pratica. Il mio corpo non presentava più i soliti meccanismi conosciuti di fraseggio o articolazione, bensì “parlava”, creava un discorso. Movimento e posture liberavano la mia voce».
Chiude la giornata di domani il debutto della performance firmata da Chiara Bersani, questa volta coreografa per la compagnia svedese Spinn. In scena danzatrici abili e con disabilità per un lavoro ispirato al romanzo di Herman Melville, dal titolo Moby Dick.
Artista italiana attiva negli ambiti delle arti visive e performative, Chiara Bersani ha svolto il suo percorso formativo prevalentemente nel campo della ricerca teatrale con contaminazioni dalla danza contemporanea e dalla performing art. Ha collaborato con importanti realtà della scena contemporanea europea tra cui Lenz Rifrazioni, Alessandro Sciarroni / Corpoceleste_C.C.00, La Tristura, Rodrigo Garcia, Jérôme Bel, Babilonia Teatri. La sua prima opera autoriale coreografica era Family Tree, che ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali tra cui il premio Prospettiva Danza 2011. Nel 2013 ha avvia un progetto di ricerca sul corpo politico articolato in tre esperimenti performativi. Nel 2017 ha ottenuto un grande successo il suo Gentle Unicorn, che la traghetta fino al Premio Ubu come “Miglior performer under 35” due anni dopo. Arriva a Oriente Occidente con un lavoro di cui firma la creazione coreografica: in scena quattro danzatrici della compagnia svedese Spinn, abili e con disabilità.
Il lavoro, sostenuto da Oriente Occidente grazie a Europe Beyond Access, progetto europeo su danza e disabilità, era già stato avviato nel 2018 ma è stato più volte sospeso a causa della pandemia: cancellate le residenze artistiche, la creazione ha trovato una complicatissima modalità a distanza e poi una breve residenza a Rovereto prima del debutto assoluto al Festival. La Moby Dick di Bersani non è più la balena bianca del nostro immaginario ma qualcosa di impossibile da visualizzare a occhio nudo, per niente inabissata e distante: diventa piuttosto un’entità che ci avvolge perché «siamo dentro di lei - dichiara l’artista - e lei dentro di noi». Se dal romanzo ottocentesco di Herman Melville è possibile ereditare una riflessione sull’attesa e sull’incapacità di agire, la libera rilettura di Bersani nei corpi e nel movimento delle quattro danzatrici svedesi diventa ancor più un’opera sullo smarrimento. Lo spettacolo è in programma alle ore 20.30 all’Auditorium Melotti e conclude il primo fine settimana del 41° Oriente Occidente Dance Festival, che prosegue a Rovereto fino al 12 settembre.
Un cambio di programma è da segnalare per lunedì 6 settembre: è stato infatti purtroppo annullato lo spettacolo in programma alle ore 18 al Piazzale Caduti sul Lavoro della compagnia marocchina Colokolo, per problemi legati agli spostamenti da Paesi extraeuropei in questo periodo.
 

BIGLIETTERIA
I biglietti sono disponibili online al sito orienteoccidente.it e l’acquisto online è supportato da una Infoline a cui si potranno richiedere informazioni e consulenza per l’acquisto da sito (0464016576 e biglietteria@orienteoccidente.it)
La biglietteria de Festival è allestita in Corso Rosmini 58 (piano terra) a Rovereto ed è aperta ogni giorno, da lunedì a domenica, dalle 10 alle 15 e dalle 16 alle 20. 
Per garantire la massima sicurezza di tutte e tutti, per evitare la creazione di assembramenti, non è possibile acquistare i biglietti nei luoghi di spettacolo. L’acquisto però sarà sempre possibile online fino a cinque minuti prima di ogni performance.
Il costo dei biglietti è vario in relazione al luogo di spettacolo e alla fascia di posto. Un’attenzione importante è riservata al pubblico under 30: tutti gli spettacoli sono disponibili per loro a un prezzo di 10 euro ed è disponibile anche il Carnet YOUNG, un carnet di quattro biglietti al costo di 30 euro.